credevo che io fossi porto ed tu molo. io ero stagnante, tu ricambiavi l’acqua.
e poi ho visto venezia, e mi sono chiesta cosa voglia dire essere sospesi sull’incertezza dell’acqua.

ecco allora io non sono ne porto ne molo. tu puoi essere ciò che desideri. però io sarò venezia.

sarò l’incertezza nell’illusione di stabili palafitte. voglio essere una città di bellezze nascoste tra le insolcabili acque, voglio dare meraviglia e spaventare, come io mi spavento davanti alla complessità della mia anima.
davanti all’impossibilità di arrivare dall’altro lato della sponda, ma consapevole che anche solo la vista, da qui, toglie il fiato e alimenta la spinta a raggiungere ogni piccolo attracco verso il mio puro cuore.

voglio che le persone che amo siano dei gondolieri, che conoscono ogni ormeggio sicuro, ogni spinta e corrente delle mie acque. voglio che voi siate così: ereditare il mio amore da tutti quelli venuti prima di voi, senza poterlo comprare, ma solo accentando e conoscendo l’eredità della mia anima.
tra il cielo e l’acqua io mi ereggo.
per lasciare i dolori tra la spuma, e i sorrisi sulle case.

IT